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TRAGICO
DISAGIO GIOVANILE
di
Andrea Frambrosi
"…L'azione
di Christiane Forse è avvolgente: lo spazio scenico
si estende davanti e dietro gli spettatori che sono così presi
nella rete delle traiettorie che le tre ragazze scandiscono,
quasi come una danza ora macabra ora gioiosa, intorno a loro.
Lo spettacolo è quasi un gioco: gioco di bambini negli spazi
aperti della campagna diventati troppo presto un ricordo.
…L'allestimento di Beatrice Meloncelli evita accuratamente
le trappole del naturalismo insite nel testo in favore di
una lettura "corale" che parte dal personaggio per approdare
ad un testo, e ad una lingua, che esprime il disagio. Christiane
si triplica allora nei volti e nei gesti delle tre attrici
che, via via, ne impersonano i tratti ora infantili ora improntati
ad una sfrontatezza cattiva e aggressiva, ora illanguiditi
nell'oblio tossico dell'abbandono. …Lo spettacolo raggiunge
con semplicità momenti alti di commozione dove la rabbia lascia
il posto ad una sorta di pietas (l'episodio della madre) dolente
e straniera."
L'Eco di Bergamo, 14 luglio 1996
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