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Mai
Nato
liberamente
tratto da
Lettera ad un bambino mai nato di Oriana Fallaci
interpretato
da Anita Bartolini
regia e adattamento di Beatrice Meloncelli
"A
chi non teme il dubbio
a chi si chiede i perché‚
senza stancarsi e a costo
di soffrire di morire
A chi si pone il dilemma
di dare la vita o negarla…" .
Il
progetto inizia dal lavoro sul testo e come adattatrice posso
dire che è uno dei primi libri impegnati e proibiti
da mia madre che lessi appena adolescente, un libro che mi
ha lasciato un segno, un libro che mi ha sempre catturato
e avvinto, anche quando negli anni l’ho riletto. Come
donna credo e sento molto le tematiche esposte nel testo:
il rapporto di una donna con il bimbo che sta nascendo,
la gioia, i dubbi e le paure che quest’evento le procurano.
Il filo e il cuore di tutto questo spettacolo è questo
rapporto dualistico: madre/donna – figlio/vita, tutto
il resto, uomo, genitori, amicizia, l’ipotetico processo
è stato lasciato e se ne potrà forse scorgere
solo un lieve passaggio.
Lo spettacolo è il monologo di un’attrice che
con lucida serenità espone i fatti dopo un’accurata
analisi, in un percorso dove si trovano anche momenti di malinconia
e d’isteria. In questa donna possiamo riscontrare parte
di tutte le donne; nel continuo dialogo col figlio l’attrice
analizza alcuni aspetti della vita e della società,
riuscendo a toccare alcune corde del comune profondo, con
dolcezza ma anche con crudo realismo. La forza del racconto
è costituita inoltre dalla grande bravura dell’autrice
che riesce a costruire una trama forte e ricca di riflessioni:
“…la nostra logica è piena di contraddizioni.
Appena affermi qualcosa, ne vedi il contrario. E magari ti
accorgi che il contrario è valido quanto affermavi…
Infatti ecco, mi sento già confusa, disorientata.”
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